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30Settembre

EDITORIALE

"È inutile cercare di ottenere risposte convenzionali da chi non è più in grado di decodificare le nostre domande: si tratta di cercare strade di comunicazione alternative che possano rasserenare la persona che è stata affidata alle nostre cure. E allora si scopre che Garibaldi (quello che “fu ferito ad una gamba”! ndr.) riporta improvvisamente l’allegria sul volto di una signora; o ancora che un saluto fatto in dialetto calabrese fa socchiudere gli occhi di chi d’abitudine li tiene chiusi; che la musica d’opera rasserena chi è tormentato dal continuo vagabondare; che un raggio di sole sulla pelle talvolta accarezza più di una mano; che un fresco pediluvio profumato stimola reazioni di benessere difficili da ritrovare nella quotidianità; che la vicinanza di un animale da coccolare attiva la voglia di sorridere; che il vociare di un bambino smuove sensazioni ancestrali; che il profumo della menta o del mosto fanno rivivere qualcosa di antico. Gli specialisti la chiamano la memoria emotiva: per noi si tratta di identificare tante strade diverse, perché diverse e tante sono le persone delle quali ci occupiamo, e il nostro delicatissimo lavoro è proprio quello di tentare di smuovere emozioni che ci consentano di trovare la chiave giusta per poter interagire con ognuno nel modo più idoneo alle sue condizioni."

Leggi l'editoriale completo qui.

Posted in NEWS DEL MELO

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